“Petronilla, la medica diventata cuoca star del Corriere della Sera: chi era davvero Amalia Moretti”

Chi era davvero Petronilla? Dietro quel nome semplice e ormai quasi dimenticato si nasconde una delle figure più sorprendenti della cultura italiana del Novecento. Una donna moderna, colta, coraggiosa, che divenne un punto di riferimento per migliaia di famiglie quando cucinare significava affrontare la fame, la scarsità e la fatica quotidiana. Eppure la sua storia è molto più grande di qualche ricetta economica.

Da Amalia Moretti a Petronilla: una vita fuori dagli schemi

Petronilla era lo pseudonimo di Amalia Moretti Foggia, nata a Mantova nel 1872 in una famiglia di farmacisti. Fin da giovane scelse una strada non comune. Fu infatti tra le prime donne italiane a laurearsi in Scienze naturali e in Medicina, un risultato straordinario per l’epoca.

Trasferitasi a Milano, Amalia frequentò ambienti femministi e progressisti. Entrò in contatto con figure come Ersilia Majno, Alessandrina Ravizza e Linda Malnati. Lavorò anche al poliambulatorio di Porta Venezia, dove si occupava di salute delle donne e dei bambini.

La svolta arrivò grazie all’amicizia del marito con Eugenio Balzan, allora direttore editoriale del Corriere della Sera. Così Amalia iniziò a collaborare con la Domenica del Corriere.

Il doppio volto: Dottor Amal e Petronilla

La sua prima rubrica era medica e firmata “Dottor Amal”. All’epoca, i lettori non avrebbero accettato facilmente consigli di salute da una donna. Questa scelta rivela quanto fosse complesso per una professionista farsi ascoltare.

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Il successo però fu immediato. Così la redazione le affidò anche una rubrica di cucina. Nacque Petronilla, un personaggio domestico, ironico e vicino alle donne comuni. Il nome fu preso da un fumetto popolarissimo dell’epoca: “Bringing Up Father”, pubblicato sul Corriere dei Piccoli.

“Ai fornelli”: la voce delle donne tra le due guerre

Nella rubrica “Ai fornelli”, Petronilla parlava a un pubblico vasto: donne della piccola borghesia, spesso alle prese con soldi contati, poca scelta di ingredienti e tanta creatività. Le sue ricette erano:

  • semplici
  • economiche
  • replicabili

Erano pensate per una cucina quotidiana, per famiglie normali, con figli affamati e mariti da convincere a restare volentieri a tavola.

Il rapporto con le lettrici era continuo. Ogni giorno la posta portava richieste di ricette perdute o dimenticate. Una frase ricorrente era: «Carissima Petronilla, ripeti sulla Domenica del Corriere la ricetta del tuo dolce di mascarpone…». Un segno evidente del successo enorme della sua rubrica negli anni Trenta e Quaranta.

Il successo dei libri di Petronilla

Proprio le insistenti richieste spinsero Amalia a raccogliere tutto in un volume. Nacque così “Ricette di Petronilla”, pubblicato alla fine degli anni Trenta. Era un aiuto prezioso per chi non aveva conservato i ritagli del giornale. A questo seguirono i quaderni della “Collana di perline della Petronilla”, editi da Sonzogno.

Nella premessa chiariva a chi si rivolgeva: non alle cuoche professioniste né all’alta borghesia. Le sue ricette erano pensate per le donne con un bilancio domestico limitato. Scriveva: «Per voi che, pur avendo non troppo alto il mensile assegno maritale, vorreste ugualmente fare buona e varia, ma all’economica, la mensa…».

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Una frase che restituisce tutto il valore sociale del suo lavoro: la cucina come spazio di economia familiare, diplomazia e creatività.

Perché oggi vale la pena riscoprirla

A quasi un secolo di distanza, quelle pagine non parlano solo di ricette. Raccontano la vita quotidiana dell’Italia dell’epoca, la condizione delle donne, il ruolo della cucina nella gestione familiare. Negli ultimi anni, un volume di Guido Tommasi Editore ha riportato Petronilla in libreria, riaccendendo l’interesse per questa figura.

Eppure Amalia non voleva essere ricordata solo come Petronilla. Diceva: «Non vorrei che il mio nome fosse collegato sempre e comunque al cibo e alle ricette, vorrei che uscisse un po’ anche Amalia». Sentiva di essere stata una donna moderna per i suoi tempi e temeva che la sua identità professionale venisse schiacciata dal successo della cuoca.

Una donna moderna in un mondo che non lo era

Forse è proprio questo il motivo per cui oggi è importante tornare a leggerla. Petronilla ci ha lasciato ricette e consigli, ma Amalia Moretti Foggia ci ha lasciato molto di più: l’esempio di una donna che ha provato a ritagliarsi uno spazio pubblico quando alle donne era ancora negato.

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Luca R.
Luca R.

Luca R. è un appassionato di cucina e gastronomia. Con una laurea in Scienze Alimentari, ama sperimentare nuove ricette e condividere i suoi segreti culinari.